
Alcuni rave sono belli perché catartici e liberatori: si balla per ore – a volte giornate – e quando si torna a casa è come se il fango su cui ti sei mosso ti abbia restituito tutta l’energia che ha ricevuto dai tuoi piedi che sbattono forte, trasformandola. Il grigiume della città, lo sporco delle auto, i sentimenti blu purificati attraverso il calore del sound e dai sorrisi della gente con cui ballo.
Ci sono altri rave dai quali torno con un senso di identità e comunitarismo. Sono quei rave in cui conosco nuove persone e avviene una connessione, una connessione, ci si scambia molto più che il numero di telefono per le
info che verranno. Lo scorso rave è stato uno di questi. Ho conosciuto Campari e Aperol, due ragazzi come me, lei studentessa all’ultimo anno di magistrale, lui dottorando.
Io ho ventisei anni e, contando anche i miei amici, eravamo in tutto in cinque.
Questo post vuole essere una riflessione sulle droghe e sul rapporto che l’uomo ha con esse, in particolare con la MDMA. Questa riflessione nasce dall’esperienza di noi cinque con questa sostanza in quella particolare festa e dalle nostre interazioni, fra di noi, gli altri e con tutto l’ambiente circostante.
L’obiettivo della festa non è drogarsi; poter rivendicare il diritto ad un consumo consapevole è una lotta che continua anche quando la festa finisce.
Io e la MDMA
Dice la ragazza: “Non puoi mettere l’amore in una pillola”. E il ragazzo risponde: “Non sto dicendo questo. Non penso che l’ecstasy crei un’esperienza d’amore. Penso che faccia qualcosa di molto più umile e specifico. Elimina la paura. E tolta quella, l’amore viene da sé”
N. Saunders, Ecstasy and the dance culture
Per coloro invece che già sono inseriti nel mondo del lavoro l’ecstasy rappresenta una liberazione dall’oppressione dei ruoli, delle funzioni, dell’estetica della distanza e della freddezza, che negli usi e costumi degli occidentali si chiama “correttezza”.
U. Galimberti, L’ospite inquietante.
Sinonimi: ecstasy, E, X, XTC, Molly, Adam, MD.
La prima volta che ho provato l’ecstasy avevo ventun’anni. Ero in un locale di Bologna con un caro amico e abbiamo assunto circa 130mg di cristalli, stretti in una cartina piegata, quello che si chiama il paracadute.
In poco meno di quaranta minuti la testa ha iniziato a sentirsi più leggera e le sigarette hanno cambiato sapore, come se il fumo una volta espirato si fosse addolcito.
Ricordo il momento in cui salirono sulla console gli SHXCXCHCXSH, incappucciati, a luci quasi spente, su un palchetto poco più alto delle casse del locale. Due druidi, ma la pozione era già stata ingoiata e l’intero villaggio in festa.
Prima di quel giorno avevo già provato varie droghe, sapevo come lasciarmi andare e staccare il piede dal freno del controllo. Molly mi avvolse, rapì il mio corpo nello stesso modo in cui uno psichedelico travolge le percezioni. Per tutta la notte il mio corpo si scatenò senza tregue ma ad ogni singola opportunità si placava momentaneamente per favorire una possibile comunicazione e inondavo di parole chi provava a entrare in contatto con me. Con il mio amico, i sorrisi che ci scambiavamo mi trasportavano fino ai suoi occhi e in questi mi disorientavo nel nero delle pupille vastissime e limitate dalle iridi sottili come un filo.
Ogni volta che ho assunto della MDMA per circa sei ore il mio corpo si è nutrito della positività irradiata da tutto il terreno su cui ballavo, dalla musica e soprattutto dalle persone che condividevano l’esperienza con me.
Pieno assorbimento emotivo in ogni singolo gesto e in ogni singola parola della persona che mi si trovava davanti.
Descrivere in poche frasi le sensazioni che la MDMA mi fa vivere è una cosa per cui mi mancano ancora le giuste parole. Benché le sensazioni fisiche siano pressoché sempre le stesse lo stato mentale è fortemente dipendente dalla situazione in cui mi trovo come d’altronde con tutte le droghe che di cui ho fatto esperienza, eccezion fatta per gli stimolanti.
Molly non fa diventare le serate in cui la provo tutte uguali ma anzi accentua ciò che di unico quella serata mi offre.
A quest’ultima TAZ l’amicizia che inaspettata era nata fra noi, Campari e Aperol è stata sicuramente l’elemento che più fortemente ha plasmato l’esperienza della serata. Quando non eravamo insieme ci cercavamo e quando ci trovavamo non c’era inibizione che bloccasse una parola.
Metodo
Il messaggio della scuola, ma anche quello della televisione, è che “le droghe uccidono”. Friggono a fuoco lento il cervello finché la frittata è fatta. Il rimedio è uno solo: “Basta dire di no”. Un “no” che riesce facile solo a quelli che hanno già detto no all’eccesso di immaginazione, alle vertigini della fantasia, alla forza dell’emozione, all’abisso della disperazione, al bisogno spasmodico di comunicazione.
E dopo tutti questi no, che spesso molti giovani non sono in grado di dire, possono anche dire di no alla droga.U. Galimberti, L’ospite inquietante.
La neurotossicità della MDMA è ben documentata: Erowid offre una letteratura sufficientemente esaustiva a riguardo. In generale gran parte dell’effetto neurotossico a breve termine nasce dall’interazione con la dopamina che insieme vengono metabolizzate in chinoni, una sostanza che forma radicali liberi e causano “stress ossidativo”.
Tutti gli stimolanti più conosciuti, sto parlando di anfetamine e cocaina, rilasciano copiose quantità di dopamina e per questo sono assolutamente da evitare in combinazione con la MDMA .Inoltre chi usa molly con frequenza subisce un aumento della tolleranza e si deve sottoporre a dosi sempre più massicce, il che ovviamente non fa che aumentare la neurotossicità della sostanza.
Personalmente seguo la regola dei tre mesi fra un uso e il successivo. In combinazione con questo il mio metodo di assunzione è una variazione di quello di rollsafe che si basa su tutta una serie di supplementi che si trovano facilmente in Italia:
- 4h prima dell’ingestione: 2g di zenzero, 500 mg di vitamina C
- 1h prima: 200mg di magnesio, 200mg di potassio, 500mg di vitamina C
- durante l’ingestione o un po’ di minuti prima: 500mg di ALCAR (Acetyl-L carnitina), 500mg di vitamina C
Non è mio solito far pubblicità, ma potrebbe essere utile sapere che questi supplementi sono tutti reperibili da Decathlon solitamente nella stessa sezione del negozio.
Seguire queste regole è facile e negli anni sto notando che sempre più persone arrivano alla festa informati sui supplementi e sugli usi della sostanza. Per un approfondimento sulla riduzione del danno e la prevenzione voglio rimandarvi a:
La Scimmia
Mi piace credere che il detto “avere la scimmia” sia nato dal libro “La scimmia sulla schiena” di William Burroughs.
All’ultima festa a cui ho partecipato, come in molte altre, ho assistito a delle scene che mi hanno spinto a scrivere questo post, con l’obiettivo di definire cosa sia la scimmia e in che forme si manifesta.
La scimmia come fuga dal demone
Vi sono due tipi di controllo: metodico e violento. Il controllo violento delle facoltà sensoriali e di azione avviene tramite il controllo delle loro sedi fisiche. È questa la via che non porta alla vera quiete, e perciò è seguita solo dagli sciocchi che si adoperano a vincere la mente con la violenza, che è come legare un grosso elefante impazzito con filamenti di loto.
Vidyaranya, La liberazione in vita (Jivanmuktiviveka)
La manifestazione più comune della scimmia è quella di un desiderio incontrollabile che porta all’uso delle sostanze.
La voglia di consumare si fa così forte che questo animale ti sale sulla schiena e inizia a graffiarti e ferirti fino a quando non troviamo la dose e ne facciamo uso. Solo allora la scimmia si placa, ma il piacere è negativo, è una fuga estemporanea e di breve durata. Nella mia esperienza questa condizione è vissuta dalle persone tossicodipendenti che cercano nella droga principalmente un effetto anestetico e di fuga, sia dalla realtà che dai demoni che affligono la propria esistenza. La droga, la scimmia, col tempo si manifesta con uno sballo sempre più incerto, esagerato e imprevedibile e non manca mai di diventare un demone anch’essa.
La scimmia come insaziabilità
La scimmia come insaziabilità è la pericolosa idea che l’esperienza con una sostanza imiti sempre l’esperienza migliore che si è raggiunta attraverso gli stupefacenti, solitamente la prima nel caso della MDMA, e ogni uso conseguente debba assolutamente essere di eguale portata.
Il rispetto e la consapevolezza verso una sostanza passa anche per la realizzazione del peso che frequenza, dosaggio, umore e contesto hanno nell’esperienza.
Quando incontro una persona insoddisfatta con l’ecstasy ho notato che spesso non prende in considerazione l’umore e il contesto. Inoltre questa insoddisfazione nasce dalla distanza con una condizione precedente a cui si è sottoposto con la stessa sostanza.
L’insaziabilità deriva proprio da questa distanza con la condizione già provata e riconosciuta di massimo appagamento, e solitamente si prova a raggiungerla nonostante tutto usando rimediando qualche riga di uno stimolante o ridosaggi più alti mantenendo poca attenzione alla frequenza.
La condizione di insaziabilità è differente dal desiderio di drogarsi in quanto si manifesta solamente quando si è fatto uso della sostanza. Chiaramente ho visto le due scimmie affliggere la stessa persona in sequenza una dopo l’altra.
Conclusione
“Non ripudiamo il nostro desiderio”, ma
per evitare che, dall’abisso della negatività che lo costituisce,
il desiderio si faccia insaziabile e cerchi nella droga o nel
farmaco quel piacere negativo che consiste nel riempire la
“giara bucata”, facciamolo passare attraverso le persone e le
cose. Il piacere, infatti, va assecondato, non negato. Si tratta
solo di indicargli la via, come l’auriga di cui parla Platone la
indica al cavallo indomito.Platone, Fedro
Gli psichedelici mi hanno insegnato che un trip seguito da un momento di introspezione o discussione con gli amici è un’esperienza doppiamente efficace. Quando all’esperienza in serata seguono solo discorsi su quanto ci si
sia calato o sul down e la confusione è ovvio che qualcosa sia andato storto. Inoltre ritengo che essere soddisfatti della situazione e della festa indipendentemente dalla sostanza è una condizione imprescindibile per una buona esperienza con essa.
In questo post ho volontariamente evitato di parlare di verifica della purezza della sostanza ma le varie immagini che ho inserito a completamento del post rimandano a degli approfondimenti su questo tema.