
Quello che segue è il racconto di Eccchestorta che si è offerta di raccontarci la sua esperienza alla recente TAZ organizzata da Mad Family, Vortikal e 03 Unit con il supporto di Torpedo.
Ciao Eccchestorta, grazie per questa intervista. Ci vuoi dire brevemente chi sei?
Ciao, sono una ragazza di 18 anni e vado in festa da circa un anno. La prima volta è stata per il mio ultimo compleanno. Pensavo fosse una festa tranquilla organizzata esclusivamente per e invece mi sono ritrovata al mio primo rave.
Beh, la sorpresa di compleanno che tutti vorremmo. Questa intervista si concentra sulla tua ultima esperienza, alla TAZ di Mad Family e Vortikal, in nord Italia. Cosa ci racconti di questa TAZ?
Allora, partiamo dal principio. Sono partita con il mio gruppo da Milano. Il viaggio è stato piuttosto tranquillo, non abbiamo incrociato neanche uno sbirro. L’infoline era attiva dalle nove e neanche l’una che eravamo già lì.
In pochissimo tempo ho perso di vista i miei amici. Io di mio non ho perso tempo e mi son tuffata subito sotto cassa. Avevo con me una felpa che purtroppo ho perso il giorno seguente. Si vedeva qualche tenda piantata qua e là.
Non eravamo tanti, più o meno lo stesso numero di persone che alla mia ultima TAZ (Bouncing Mountain) ma eravamo tutti ben predisposti.
Si respirava una buonissima atmosfera. Ogni tanto ho rischiato di cadere ma erano tutti subito lì ad aiutarmi. Per il caldo opprimente al secondo giorno mi son tolta le scarpe senza pensarci ma pochi minuti dopo me le hanno fatte rimettere. Non ho capito bene perché, ma sicuramente è stato un bel gesto. Nessuno vedeva solo per se stesso ed erano tutti pronti ad aiutare il prossimo.
Sicuramente ti hanno fatto rimettere le scarpe perché ti saresti potuta tagliare i piedi sul terreno non curato. Quella che ci descrivi è una bellissima situazione: è sempre così in festa?
Guarda, alla mia prima festa la cosa che mi aveva subito colpito erano le persone vestite in maniera così stravagante. Io di mio ero un po’ allucinata ma non avevo mai visto gente vestita in tal modo. Mi incuriosivano, ma poi ho iniziato a notare che tutti mi sorridevano, alcuni benché sconosciuti mi salutavano, si rivolgevano a me senza farsi alcun problema.
Fa molto piacere. Nonostante la prima volta questo mio amico mi teneva quasi come sotto la sua ala, soprattutto per evitare le persone che ballano in maniera più brusca. Ti può sembrare di essere in pericolo ma poco alla volta ci si adagia su questo ritmo e tranquilla inizi anche te a ballare così. Sono piccolina e bassa ma non mi importa, in festa mi sento più tranquilla e rilassata, anche come donna mi sento come tutti gli altri. Quello che mi piace delle feste è che nessuno ha pregiudizi.
Torniamo alla TAZ ora.
Il muro di casse era formato da tre colonne. Intorno a me c’era gente che giocava col fuoco e faceva giocoleria. Hanno fatto un lightshow spettacolare e mi ha intrippato tantissimo una spirale di luci proiettata su un albero. Se ti allontanavi dal muro c’era un bar e un altro tendone dove si cucinava la pasta mi sembra. Per altro se portavi dei sacchi della spazzatura ti davano da bere in cambio. Infine c’era uno stand in cui vendevano vestiti.
C’è un dettaglio che non può essere tralasciato: la meticolosa cura del posto. Il giorno dopo, non solo quelli della crew ma tutti ci siamo messi a pulire. Io stessa ho aiutato sia a pulire a terra che a smontare.
Il vero spirito dell’autogestione. Molti dicono che una differenza marcatissima fra le TAZ rispetto alle “localate” sia proprio che ognuno non è solo spettatore ma è partecipe nella gestione della festa. Tu sei la festa, no?
Direi proprio di sì. Sono complice anch’io del rave e di ciò che succede. Almeno io mi sento così.
Ultima domanda: cosa ti rimane da questa festa?
Sono molto soddisfatta, come dire? Tutta la settimana combattiamo con il resto delle persone che ci guardano male anche soloper il semplice modo di vestirci; è abbastanza pesante se ci pensi. Ora invece mi sento sollevata, senza pensieri almeno per un po’.
Grazie Eccchestorta, Sei stata super gentile a rispondere a tutte queste domande. In conclusione all’intervista vorrei lasciarti dello spazio. Usalo come vuoi, parole libere.
Spaccarti a merda è figo si ma se poi non ti ricordi nulla della festa non ha molto senso. Penso di aver finito ahahah.
Un commento dagli editori
Lunedì abbiamo saputo attraverso i giornali che uno dei tassisti che
ha accompagnato dei ragazzi alla festa è stato aggredito.
L’articolo dal quale siamo venuti a sapere del fattaccio è il
seguente:
Circondato dai ragazzi del rave che hanno tentato di derubarlo
scappando senza pagare la corsa. E’ la disavventura capitata a un
tassista torinese di 45 anni che, nella notte tra sabato e domenica,
ha accompagnato un gruppo di ragazzi a Reano, a due passi da una zona
boschiva dove era in corso un rave party. La comitiva è partita da
Porta Susa intorno alle 23. Alla centrale dei taxi è arrivata una
chiamata da una ragazza che ha prenotato quattro taxi per portare 28
persone a Reano.
Le auto sono partite a scaglioni dalla stazione e il tassista
aggredito è stato l’ultimo ad accettare la corsa. Ha caricato in auto
6 ragazzi, tutti giovanissimi, in arrivo dalla Liguria che gli hanno
dato indicazioni sulla destinazione: Reano, nei boschi della collina
Morenica, uno dei posti preferiti dai frequentatori dei rave party.
Arrivato a destinazione, circa mezz’ora dopo, il tassista si è visto
circondare la macchina da un gruppo di ragazzi che hanno aperto
dall’esterno le portiere, neutralizzando i blocchi di sicurezza alle
porte. I ragazzi sono scesi senza pagare e, mentre l’autista tentava
di farsi consegnare il dovuto per il trasporto, un altro ragazzo ha
rubato dal cruscotto il cellulare che serviva al tassista per gestire
e accettare le corse.
L’uomo è riuscito a raggiungere il ladro e bloccarlo recuperando il
cellulare ma subito dopo il gruppo di ragazzi si è dileguato nei
boschi senza pagare, e con loro anche il gruppo di amici che li ha
aiutati ad allontanarsi. L’uomo ha avvertito i carabinieri anche se al
momento non ha ancora sporto denuncia per l’accaduto.https://archive.is/2hnWJ
È incommentabile l’ immaturità e la banalità con cui un gesto del
genere è stato compiuto. Oltre all’infamia e alla codardia di un’azione compiuta in branco da dei ragazzetti nei confronti di una
persona che non ha fatto altro che aiutarli, hanno rischiato di
compromettere decine di ore di preparazione e la ben riuscita di tutta
la festa. Chiaramente se si fosse venuto a sapere della violenza
commessa durante la festa i ragazzi sarebbero stati cacciati.
Il sistema di segretezza delle info dovrebbe servire proprio ad
evitare queste situazioni. Evitate di regalare le info alla gente
conosciuta in treno.