
Prologo
Volontario per Neutravel al Kappa Future Festival ho finalmente conosciuto Selene, la più giovane tirocinante di Neutravel. Nelle pause fra un turno e l’altro Selene ha esaurito tutte le mie domande sul ruolo dell’assistente sociale, figura professionale oggetto del suo corso di studi. Selene è all’ultimo anno e la sua passione per il suo futuro lavoro è dimostrato dall’audacia ad aver scelto di compiere nel percorso di tirocinio in una delle poche associazioni che si occupa di Riduzione del Danno. Sono passati sei anni da quando la riduzione del danno è stata inserita tra le prestazioni che devono essere garantite dal Servizio Sanitario Nazionale ma ancora non si hanno indicazioni precise rispetto alle attività, ai servizi ed alle prestazioni specifiche di questo servizio. Non mi stupisce, la questione sanitaria del consumo di stupefacenti, sia in contesti ricreativi che in situazioni di dipendenza, è ancora ignorata dallo Stato. D’altronde questi temi sono nascosti all’attenzione pubblica dai media che quando si interessano di questi temi è spesso con l’intenzione di creare un mostro sul quale si può vincere solo fuggendo o punendo.
La Francia ha preceduto l’Italia legittimando fin dal 2004 l’intervento delle associazioni di riduzione del danno come Neutravel. C’è un supporto molto forte da parte delle istituzioni francese, che riconoscono nel dettaglio le pratiche di riduzione del danno nei contesti a rischio e protegge con l’impunità penale l’intervento di queste associazioni anche in contesti di illegalità come i free party. In ultimo il comune di Parigi da sostegno economico alla associazione di riduzione del danno più grande, Techno+.
È proprio nell’area chillout di Techno+ ad una delle recenti feste in Bretagna che ho conosciuto Doma. Doma è più giovane di me ma ho riconosciuto subito in lui lo spirito di avventura che lo ha spinto a raggiungere il nord della Francia partendo dal sud Italia. All’ombra della tenda della chillout ci siamo riparati dall’aggressivo sole estivo e per più di un’ora Doma mi ha permesso di registrare le sue parole veloci ed intense. Da quella registrazione ho voluto comporre una cornice alla intervista a cui ho sottoposto Selene, spremendola in ogni dettaglio sulla sua esperienza come operatrice di riduzione del danno al free party di Pasqua che si è tenuto quest’anno nel comune di Murlo. Il rave, in occasione dell’anniversario dei quindici anni dei Circus Bandits ha visto la partecipazione di circa quattromila persone. Nel flyer compaiono nomi storici della scena underground italiana e nomi più nuovi. È stata la seconda volta che collettivo di Gangik Acid ha compiuto un lungo viaggio dalla Spagna all’Italia. Prima di allora il loro inconfodibile sound system verde aveva riempito di musica le campagne italiane in occasione del tanto controverso rave party di Ferragosto a Viterbo, al quale anche Neutravel aveva partecipato.
In questo blog posso permettermi di raccontare l’esperienza di questi due ragazzi senza rispondere a nessuna autorità. Per questo ho lasciato che fosse proprio il racconto sincero ma anche crudo di Doma ad accompagnare la ricca e complessa esperienza di Selene.
Doma
Due e venti di notte, ultima strofa di Fabri Fibra in “Fuori Norma”, coincidenza perfetta. Pensavamo di essere quelli che avevano fatto fin troppa strada, partiti dalla bassa Campania di primo pomeriggio, ma quando abbiamo parcheggiato accanto a tre auto targate Francia ci siamo ricreduti immediatamente. Quattro chilometri dal sound system, ci incamminiamo.
Avremmo preferito parcheggiare il più possibile vicino all’area della festa ma c’erano fin troppe pattuglie in giro. È prassi, a piedi non si viene fermati ma tocca mollare molta della roba in auto. Nei prossimi giorni il cibo, l’acqua e per i meno organizzati anche i sacchi a pelo e le tende ci mancheranno; per ora, mentre facciamo i primi passi nella festa, è solo un pensiero lontano.
Una ragazza toscana ci guarda quasi sghiggnazzante e ci sfotticchia per gli zaini arrabbati che io e il mio amico Vincenzo ci portiamo dietro. “Da dove venite?”, ci chiede; mi sfugge una risposta mentre mi accorgo del suo viso gioioso, interrotto solo da un piercing ad “U” rovesciata sul naso, di forma opposta rispetto al sorriso calmo ed enorme.
Non è passata neanche un’ora e già ci ritroviamo in quattro: si sono aggiunte Teresa e Giuditta, le nostre due nuove compagne. So già che lunedì i giornali parleranno degli zombie, dei tossici, delle sporche e dei violenti che hanno occupato un terreno per mascherare la ricerca dell’ennesima busta. Un mondo parallelo, una storia che questa sera non mi tocca perchè ovunque mi giri all’interno della festa sono circondato da persone che mi accolgono con i loro racconti, la loro multiculturalità e mi affascinano con la loro sessualità che non si nasconde da nulla se non dalle norme.
Non è la mia prima festa e non voglio certo mentirmi, alcuni degli individui catturano in pieno la descrizione dei giornali, cercano l’euforia di una nuova linea. Ma non sono io, non siamo noi, piccola comunità itinerante che celebra la propria unicità danzando intere notti su terreni in disuso o all’interno di capannoni abbandonati. Costruiamo palchi e improvvisiamo arte e musica in luoghi ancora ignorati dalla gentrificazione, restituendo temporaneamente vita a questi posti altrimenti sempre grigi.
Selene
Il poliziotto alza la visiera del caschetto e percepisce un clima diverso da quello che il manganello voleva. Qualche poliziotto alza la visiera e nei volti dei partecipanti alla festa capisce che quello a cui sta assistendo non è un momento di abbandono rispetto alla società, un momento di violenza nei confronti delle istituzioni. Nei volti di molti partecipanti si legge la volontà positiva di trovare un’alternativa all’ennesimo aperitivo nei bar e a tutte le mani morte che turbano la danza nelle discoteche. Sono molte le persone che si fanno strada fra i poliziotti, quasi una gara di slalom. Questi sono i giovani che sperimentano delle forme nuove di socialità, non mediate dalla logica del profitto. Non si venera nessuna celebrità, nessun divo che dalla cima di un palco ci dice che drink bere e che tag usare sui social.
Non stupisce allora che molti dei poliziotti quella sera abbiano capito che noi operatori della riduzione del danno rappresentiamo lo Stato meglio di quanto la divisa possa fare nel contesto di un free party.
I nostri volantini pieni di spiegoni informano meglio di qualunque manganello sulla pericolosità, spesso fatale, di mischiare ketamina ed alcool. I nostri servizi di supporto psicologico, considerato uno dei quattro pilastri fondamentali dalla politica europea relativa al consumo di stupefacenti, non discriminano quanto i verbali consegnati a molti partecipanti alla fine della festa.
C’è stata consapevolezza da parte delle forze dell’ordine sul fatto che Neutravel rappresenti un altro punto di vista delle istituzioni, quello volto alla consapevolezza dei comportamenti a rischio, alla prevenzione delle dipendenze e all’informazione sull’uso degli stupefacenti.
Per questo motivo c’è stata mediazione e collaborazione con gli agenti di polizia che ci hanno permesso di entrare nell’area adibita alla festa in cui ci siamo presi uno spazio da dedicare ai nostri servizi: l’area chillout, il banchetto informativo e di prevenzione sugli stupefacenti e su tutto lo spettro dei comportamenti a rischio legati ai luoghi del divertimnto. Pezzo finale, la tenda del drug checking.
L’area chillout è la zona di tranquillità che accoglie chiunque voglia allontanarsi dalla frenesia del muro di casse, dalla pesantezza del volume alto. È il posto dove non si possono usare sostanze, fumare o bere. Per tutta la notte nell’area chillout abbiamo accolto molti giovani che sono arrivati impreparati ai tre giorni di festa. Diamo le coperte termiche, il cibo e soprattutto l’acqua. Disinfettiamo le ferite e, in una zona più appartata della chillout, teniamo sotto controllo le persone che hanno fatto un uso pesante di droghe e sono a riposare sulle nostre barelle. Da questa descrizione, se si da retta ai giornali, l’area chillout sembrerebbe una sorta di “antifesta” ma non lo è affatto: è qui che molti si mettono alla prova con la socialità della festa. Mille lingue, nuovi incontri, la musica diventa un sottofondo rispetto alla necessità primaria dell’uomo.
Un po’ lontana dall’area chillout c’è il tendone adibito al drug checking. Alla fine dei tre giorni segneremo che 78 persone avranno testato le loro sostanze e fatto uso del counseling che segue ogni test. Per ognuna delle persone che dentro quella tenda hanno compilato il questionario fornito dai volontari di Neutravel potevo contare sempre altre 4 o 5 persone a far gruppo al di fuori della tenda, aspettando incuriositi il risultato del test. Per i più interessati c’è la spiegazione scientifica: la “busta” viene sottoposta ad un’analisi spettrometrica tramite un piccolo ma costoso apparecchio chiamato “Raman“. L’entità dell’assorbimento della radiazione luminosa da parte del campione sottoposto viene confrontato con un database contenente la “traccia” spettrometrica di centinaia di sostanze. Il Raman permette di capire quali sono le sostanze contenute in una busta, droghe e tagli: un’analisi, detta qualitativa, che permette di capire di cosa si sta facendo uso, ma non in che quantità.
La parte fondamentale del drug checking avviene dopo che una sostanza viene analizzata. Senza sollecitare l’uso della sostanza i volontari di Neutravel chiedono in che modo è avvenuto l’acquisto, quale sia l’esperienza che si cerca nella sostanza e quale sia il livello di consapevolezza dell’utente una volta che è più chiaro che sostanza ha acquistato. Il volontario innanzitutto informa sui comportamenti a rischio relativi agli effetti della sostanza, quali siano le interazioni pericolose e fatali, i primi sintomi che avvisano di un possibile abuso. Oltre a questo il volontario di Neutravel si accerta che in ogni busta non siano presenti sostanze di taglio pericolose, come il NBOME, il mefedrone o i cannabinoidi sintetici, spesso presenti nel mercato degli stupefacenti nonostante la loro pericolosità. Se una di queste sostanze spesso fatali viene rilevata durante la fase di test tutti i volontari di Neutravel si preoccuperanno di informare ogni partecipante, distribuendo volantini all’interno festa e lanciando messaggi di allarme sui social network.
Data la paura di essere aggrediti dall’opinione pubblica gli organizzatori di eventi legali del mondo della musica elettronica come Movement, Club2Club e Kappa Future Festival a Torino, non permettono agli operatori di Neutravel di eseguire il drug checking. Il drug checking è tabù, tabù legato all’idea che una polvere bianca, senza provenienza e senza nome, non verrà ingerita. Per chi usa droghe non è così perchè l’esperienza personale, seppur fallace, e le dinamiche di gruppo hanno la meglio. Qui si inserisce l’operatore della riduzione del danno, che con la sua autorità preceduta dalla sua esperienza restituisce consapevolezza sul valore di ciò che è stato appena acquistato da uno dei tanti spacciatori.
Il lavoro degli operatori di Neutravel per il drug checking non finisce qui. Una volta finita la festa i dati vengono raccolti e analizzati dall’European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), permettendo di capire come evolve il mercato nero degli stupefacenti ed il consumo di droga in Italia e in tutta Europa.
“L’ho presa nel club, mi ha fatto viaggiare sei ore. Mi sembra buona”. È così che ho conosciuto Giuditta al banchetto informativo. Mi dice che Torino è la citta della musica techno, puoi andare nei club oppure ti sbatti con la bici e vai ad una delle tante feste illegali, si chiamano le TAZ, nella periferia. Barriera, la Colletta o Parco Dora sono gli spot più utilizzati. A Murlo, lei e Teresa sono arrivate usando una delle tante app di ridesharing.
Teresa e Giuditta mi stanno ascoltando, spiego ad entrambe che serotonina e dopamina vengono rilasciate dalla MDMA in circolo e creano un’interazione neurotossica e che quindi i recettori vanno lasciati “riposare”. In testa ho l’immagine di me che scrivo nei miei appunti la stessa frase durante il training a cui Neutravel ci ha sottoposto. I loro occhi seguono la mia mano che apre il pieghevole giusto: il grande smiley sotto al titolo “Ecstasy” scompare e sulla seconda pagina il mio dito punta alcune delle parole chiave: “Battito”, “Idratazione”, “Colpo di calore”, “Mix pericolosi”, “Attacchi d’ansia”. Giuditta non ha ancora chiuso il marsupio nel quale ha conservato il pieghevole che Teresa già mi chiede se può prenderne un altro. Certo. Al banchetto informativo abbiamo centinaia di copie di pieghevoli informativi su ogni sostanza e per ognuno di queste ci sono gli operatori e i volontari del progetto Neutravel pronti a rispondare ad ogni domanda sul consumo, le interazioni, i rischi e le dipendenze del consumo di stupefacenti. Nel training mi hanno insegnato che non basta rispondere alle domande che la persona dall’altra parte del tavolo mi pone. Devo capire quali sono le sue paure, i suoi disagi rispetto alla situazione che sta vivendo. Tramite domande dirette ma non inopportune devo capire se oltre la curiosità sul nostro intervento c’è una richiesta di aiuto. Neutravel, dall’altra parte del tavolo, offre di tutto: acqua e cibo, pieghevoli informativi, supporto psicologico e interventi di primo soccorso.
Doma
Serotonina, dopamina, GABA. Queste erano alcune delle parole di Selene di Neutravel che poi dovrò cercare su Google. Una cosa di sicuro me l’ha trasmessa: con le droghe spesso 2 + 2 = 5. Ci ha spiegato che MDMA e LSD sono droghe sinergetiche e che l’effetto di entrambe viene amplificato. È meglio evitare, e se non si può evitare bisogna mantenersi su dosi minime per entrambe le droghe. Io ho sempre misurato gli acidi in termini di quartini: ne compri uno, lo dividi in quattro parti. Nel pieghevole che Selene ci ha dato parla di altre misure. Microgrammi. Poi come affrontare il “viaggio”. Cos’è uno stato alterato, come questo è influenzato da set e settings e da cosa deriva la “nausea” da acido. Ho il pieghevole in tasca, insieme a quello della ketamina. Ketch, mai provata, ma ne sono curioso, praticamente tutti i miei amici la usano.
Son passate le quattro del mattino, il buio fa spazio al crepuscolo. Giuditta e Teresa si son fidati, la MDMA può aspettare. Vincenzo ed io siamo ancora svegli, le nostre visioni cadono forti dai nuvoloni nel cielo che ci sovrastava allo spazio adibito agli artisti. Con le mani intrecciate fra i cavi di almeno dieci sintetizzatori riconosco Hesed. Arrivato a Murlo dalla Germania, come non si può riconosce l’equivalente techno di Jean Micheal Jarrè.
Alle feste i DJ o i musicisti si nascondono. Non c’è nessun palco ma solo un gazebo o qualche tavolo ben nascosto fra la folla danzante. Si fa così da sempre: niente idolatria, siamo tutti i partecipanti e non ci deve essere nulla che ponga distanza fra una persona e le altre.
L’unicità di Hesed e del suo collettivo però non può che essere riconosciuta. Un vero e proprio concerto, fatto di sintetizzatori, drum machine, apparecchiature homemade che riempiono il tavolo dal quale il segnale elettrico della sua musica raggiunge il muro di casse. Qualche beat e lo spazio davanti al muro si riempie. L’orologio ha superato le sette del mattino e si balla tenendo lontane le camionette della Digos che tagliano l’alba. Il sole rende finalmente riconoscibili tanti dei volti, tante delle persone che avevano accompagnato la mia danza per gran parte della notte.
Il bel tempo della prima giornata di festa è stata la giusta cornice per tanti dei sorrisi che mi hanno circondato. La famosa “presa bene”. Qualche pausa e mi son lasciato travolgere dalla musica fino al tramonto. Una ragazza mi ha regalato delle birre che accompagnano con un po’ di euforia le ondate di energia lisergica che al tramonto stavano oramai sfumando.
Durante la seconda notte abbiamo rimpianto i sacchi a pelo lasciati in auto. La stanchezza e il freddo sono stati alleviati dalle coperte isotermiche che i volontari di Neutravel hanno distribuito nell’area chillout. Non le abbiamo abbandonate finchè non abbiamo notato i primi falò. Mi sono confortato con il tepore del fuoco per tutta la mattina, per poi raccogliere le mie cose solo quando la musica si è abbassata ed ho intuito che la festa era arrivata al suo termine. Alle quattro di pomeriggio la musica scompare ed un fiume di persone volta le spalle al sound system: è il momento di andare. Mi ero riposato abbastanza per alternarmi alla guida. Io e Vincenzo eravamo saturi, saturi, saturi di divertimento. Il sole accompagnato dalla musica e dalla tribù danzante ha ucciso il lungo inverno.
Selene
In tre giorni di intervento penso di non aver dovuto svelare nessuna bugia. Nei festival e nei club i nasi aspirano le polveri nei bagni; gli “scambiamano” avvengono dietro le porte dei gabinetti. L’uso di sostanze collegato agli ambienti del divertimento, segreto di Pulcinella, nei Free Party è tollerato e questo, unito agli ideali di autogestione collegati a questo movimento, portano ad un maggior controllo nell’uso di stupefacenti e ad un intervento tempestivo nel caso di emergenze. L’informazione di cui Neutravel si fa portavoce in questi contesti non è ostacolata da tabù e stigmi e per questo molti dei partecipanti all’evento illegale acquisiscono una consapevolezza relativa all’uso di droghe che loro stessi ammettono esser nuova.
Oltre a tutto ciò che riguarda le droghe Neutravel si occupa di fornire un tipo di assistenza primaria (acqua, cibo, coperte, etc…) che fa sì che molte situazioni rischiose per chi arriva impreparato a tre giorni di festa non diventino un pericolo inevitabile.
L’esperienza di volontaria per Neutravel mi ha permesso di integrare nel mio percorso da assistente sociale comportamenti efficaci e pragmatici relativamente ai contesti legati al consumo di stupefacenti, allontanando le pratiche repressive e punitive completamente estranee ad ogni beneficio per la collettività.